Toggi vogliamo segnalarvi l’incredibile storia raccontata dalla rivista Orix e dal blog Lifeasap portato alla nostra attenzione il narcotrafficante Pablo Escobardi ippopotami Ippopotamo anfibio portato a Colombia e ormai diffuso nel Fiume Magdalena bacino.
Nel 1981 quattro ippopotami, tre femmine e un maschio, sono arrivati al Hacienda Nápoles, il ranch dove Pablo Escobar conserva la sua collezione di animali esotici. Un piccolo laghetto, appena realizzato, li attende per allietare le serate del narcotrafficante più famoso del mondo.
Nel 1993 Escobar viene ucciso e gli animali vengono portati negli zoo del paese: tutti tranne il ippopotami, troppo grande per essere trasportato.
Negli anni successivi il ranch cadde in rovina e il ippopotami, nel frattempo aumentato di numero (circa 40-60 animali stimati nel 2019), diffuso nella vicina Fiume Magdalena e altri corsi d’acqua, raggiungendo distanze superiori a 100 km da Hacienda Nápoles.
Non tardano a venire alla luce gli impatti sugli ecosistemi e sulle colture e i problemi per l’incolumità delle persone, ai quali le autorità rispondono con interventi gestionali non sempre efficaci, anche a causa del conflitto tra il mondo scientifico, che ne ritiene indispensabile l’abbattimento, e il mondo animale che si oppone a loro.
Quello del Hyppos di Pablo Escobar è la storia di un’invasione “anomala” con un paradosso sullo sfondo: la zona originaria di questa specie, Africa subsahariana, si sta progressivamente riducendo tanto che il Unione Mondiale per la Conservazione della Natura ( IUCN ) classifica il ippopotamo come specie “vulnerabile”, a rischio di estinzione, mentre in Colombia la popolazione introdotta deliberatamente da un narcotrafficante esplode e provoca ogni sorta di danni.
MA SICURAMENTE QUESTA È LA PROVA CHE LA NATURA TROVERÀ SEMPRE LA VIA.
Curiosity 25/06/2026
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